Lo Smart Working come stile di vita

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Siamo tutti consapevoli di come questo determinato periodo storico, contraddistinto da una emergenza globale, stia cambiando le nostre abitudini e quelle dei nostri amici, parenti e colleghi.

Tra i tanti cambiamenti in atto, sicuramente una menzione speciale è da riservare alle “nuove” metodologie di smart working che, mentre da un lato ci portano ad un forzato mutare dei nostri processi e delle nostre abitudini, dall’altro ci aprono gli occhi a standard che sono realtà già da molti anni ma che, spesso per mancanza di volontà, abbiamo avuto difficoltà o paura ad adottare.

D’altronde, quando si parla di innovazione, non si intende solo quella apportata tramite mezzi tecnologici: l’innovazione, per dirla con una definizione da vocabolario, è “L’atto, l’opera di innovare, cioè di introdurre nuovi sistemi, nuovi ordinamenti, nuovi metodi di produzione” (Treccani.it).

Ecco dunque che lo smart working può e deve essere visto come una pratica di innovazione, del nostro modo di essere e di pensare ancor prima che di lavorare.

L’innovazione è particolarmente legata all’ambito del lavoro e del business, e l’uomo ha sempre cercato di migliorare la qualità e le modalità del proprio lavoro; basti pensare alla nascita di sistemi per meeting online, video conference, ecc.

Ci troviamo quindi in questo periodo ad annullare incontri e riunioni face to face per passare, che lo si voglia o meno, ad utilizzare piattaforme che consentano di svolgere le medesime attività utilizzando i canali del web.

Dopo alcune settimane di smart working forzato viene quindi da chiedersi: ma questa pratica come può cambiare in meglio le nostre vite?

Impariamo a conoscerlo meglio, per far si che questo possa essere più che una metodologia di lavoro momentanea, uno stile da adottare.

Lo smart-working, non è da intendersi come telelavoro, ma come una differente modalità di pianificare e svolgere le proprie attività: se prima l’agenda era costruita in base ad orari prestabiliti, da ufficio, ora la si organizza per obiettivi e risultati condivisi; questo cambiamento comporta ovviamente un inevitabile aumento di responsabilità e professionalità.

In Italia, secondo l’Osservatorio del Politecnico di Milano, gli utenti che operano in modalità smart working, sono circa 570 mila (circa 1/10 della potenziale popolazione).

L’adozione di smart working però può portare vantaggi a chiunque, basti pensare banalmente alla diminuzione del traffico veicolare, naturale conseguenza della mancata necessità di recarsi quotidianamente presso il posto di lavoro.

Anche la salute mentale ne trae giovamento: diventa più semplice gestire il proprio tempo e far conciliare lavoro con vita privata, migliorando spesso anche la propria produttività.

Non da meno, diviene fortemente rafforzato il rapporto fiduciario/professionale sia tra colleghi che tra dipendenti e datori di lavoro.

Le aziende d’altronde, se ben organizzate, possono beneficiare di una netta riduzione dei costi, grazie ad una ri-distribuzione degli spazi e alla maggiore condivisione delle risorse fisiche e virtuali. E sicuramente, una azienda che punta a metodologie di lavoro agile, si distingue sul mercato ed aumenta la propria brand reputation, con tutta una serie di vantaggi che questo comporta.

Bisogna quindi puntare allo smart working come diritto, anche e sopratutto quando l’emergenza nella quale ci troviamo, sarà terminata.

Noi di Login Hub siamo entusiasti promotori delle metodologie smart working, e per questo motivo, promuoviamo una serie di servizi che consentono ad aziende e professionisti di utilizzare spazi privati e condivisi con la massima flessibilità, adoperando al contempo servizi di segreteria virtuale e comodi tools online per la migliore gestione del proprio business.

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